Statuto

G.R.D. Bologna ha come finalità statutarie:

STATUTO dell’Associazione di Promozione Sociale
“GENITORI RAGAZZI DOWN BOLOGNA -APS”
Art. 1 – Costituzione, denominazione e sede

È costituita, ai sensi del Codice Civile e del D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 e successive
modificazioni ed integrazioni, una Associazione di Promozione sociale denominata:
“GENITORI RAGAZZI DOWN BOLOGNA – APS” in breve “G.R.D. BOLOGNA – APS”,
con sede legale nel Comune di Bologna, operante senza fini di lucro.
L’eventuale trasferimento della sede sociale nell’ambito del medesimo Comune

non comporta modifica statutaria e potrà essere decisa con delibera dell’Assem-
blea ordinaria. Potranno essere istituite, in Italia o all’estero, sedi secondarie, fi-
liali, sezioni e quant’altro occorra per il conseguimento degli scopi dell’associazio-
ne.

La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 2 – Scopi e attività

L’Associazione persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso
lo svolgimento continuato di attività di interesse generale ai sensi dell’art. 5 del
D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 e successive modificazioni ed integrazioni.
L’associazione altresì svolge alcune delle seguenti attività di interesse generale: • interventi e servizi sociali ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8
novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e
prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22
giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni; • prestazioni socio-sanitarie di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
129 del 6 giugno 2001, e successive modificazioni; • promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché

dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse gene-
rale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e

delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui al-
l’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solida-
le di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;

In particolare, per la realizzazione dello scopo prefissato e nell’intento di agire in
favore della collettività, l’Associazione si propone di:

1. Sostenere tutte le iniziative atte a promuovere l’integrazione sociale delle per-
sone con la Sindrome di Down e/o altre situazioni di disabilità o svantaggio so-
ciale, negli ambienti di vita (compresa l’autonomia abitativa), nell’integrazione

scolastica e lavorativa (comprese attività propedeutiche laboratoriali);

2. Sostenere ed accompagnare la famiglia nel processo di accettazione della situa-
zione di difficolta del figlio, affiancandola nei diversi momenti educativi, tera-

peutici e riabilitativi, per coordinare e valorizzare le esperienze ed identità di
ciascuno;

3. Affiancare i genitori in ogni fase di crescita del proprio figlio in condizioni disa-
giate, ricercando insieme a loro gli atteggiamenti, le modalità e gli strumenti di

facilitazione della crescita di tutte le sue potenzialità, partecipando cosi al pro-
cesso di valutazione (intervento e progettazione dei percorsi evolutivi) per con-
sentire loro di acquisire sempre migliori strumenti di lettura dei bisogni e delle

richieste del bambino;

4. Favorire lo sviluppo dell’autonomia, delle funzioni cognitive, motorie, percetti-
ve e linguistiche e, al tempo stesso, ricercare le condizioni per la realizzazione

di un percorso indirizzato ad una consapevolezza e capacità della persona con

Sindrome di Down e/o altre condizioni di disabilità di essere autonomo nella ge-
stione della propria esistenza;

Per il conseguimento degli scopi suddetti l’associazione intende sensibilizzare

l’opinione pubblica e gli enti pubblici preposti al sostegno ed alla tutela di tali ca-
tegorie svantaggiate per:

A. realizzare un effettivo diritto allo studio e alla formazione della persona ot-
tenendo che si attui una reale integrazione scolastica ed educativa degli

alunni con deficit o svantaggio;

B. facilitare la diffusione delle informazioni e la raccolta di fondi per la realiz-
zazione degli obbiettivi, promuovendo l’informazione sulle caratteristiche di

varie disabilità attraverso conferenze, interventi in dibattiti pubblici o priva-
ti e mediante l’organizzazione, sia diretta che indiretta, anche di attività di

spettacolo;

C. ricerca e programmazione delle risorse adeguate promuovendo l’integrazio-
ne di spazi, competenze ed interventi delle diverse istituzioni;

D. collegarsi, nelle forme più opportune con le associazioni che si occupano di
persone svantaggiate e coordinare con esse le attività di sensibilizzazione;
E. consentire che il mondo del lavoro diventi concreta realizzazione del proprio

ruolo sociale, attraverso il confronto con le agenzie di formazione professio-
nale, di inserimento lavorativo e con le scuole superiori di secondo grado;

Le attività di cui ai commi precedenti, o quelle ad essi direttamente connesse,
sono rivolte agli associati ed ai loro familiari nonché nei confronti di terzi, e sono

svolte in modo continuativo e in prevalenza tramite le prestazioni personali, volon-
tarie e gratuite dei propri aderenti.

In caso di necessità è possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di pre-
stazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati, nei limiti previsti

dalla normativa vigente.

L’Associazione può svolgere attività diverse da quelle di interesse generale, esplici-
tamente individuate e disciplinate dal Consiglio Direttivo, a condizione che esse

siano secondarie e strumentali rispetto a quelle di interesse generale, nel rispetto
dei criteri e dei limiti stabiliti dalla legge e dalle norme attuative.

Il Consiglio Direttivo documenta il carattere secondario e strumentale delle suddet-
te attività nella nota integrativa al bilancio.

Art. 3 – Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per lo svolgimento delle attività statuta-
rie ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità

sociale, da:
1) quote e contributi degli associati;
2) eredità, donazione e legati;

3) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istitu-
zioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documen-
tati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

4) contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali;
5) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
6) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche

attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commercia-
le, volte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al

raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
7) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

8) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio fi-
nanziamento, (per es.: feste, sottoscrizioni anche a premi);

9) ogni altra entrata ammessa ai sensi del D.Lgs. 117/2017.
È vietata la distribuzione, anche indiretta, del fondo comune costituito – a titolo

esemplificativo e non esaustivo – di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve co-
munque denominate agli associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed

agli altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra

ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo, a meno che la destina-
zione o la distribuzione non siano imposte per legge.

Gli utili e gli avanzi di gestione debbono essere impiegati esclusivamente per lo
svolgimento delle attività statutarie ai fini del perseguimento di finalità civiche,
solidaristiche e di utilità sociale.
L’attività di volontariato non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dal

beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate dall’Associazione le spese ef-
fettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro i limiti massi-
mi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’Associazione.

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro

subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con cui il vo-
lontario è socio o associato.

L’esercizio finanziario dell’Associazione ha inizio e termine rispettivamente il 1°

gennaio ed il 31 dicembre di ogni anno. Al termine di ogni esercizio il Consiglio Di-
rettivo redige il bilancio consuntivo o rendiconto e lo sottopone all’approvazione

dell’Assemblea dei soci entro 4 mesi.

Copia del bilancio consuntivo verrà messo a disposizione di tuti gli associati conte-
stualmente alla convocazione dell’ Assemblea che ne disporrà l’approvazione.

I documenti di bilancio sono redatti ai sensi del D.Lgs. 117/2017 e delle relative
norme di attuazione.

Art. 4 – Membri dell’Associazione

Possono essere soci dell’Associazione tutti le persone fisiche senza distinzioni di

sesso, di nazionalità, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di con-
dizioni personali e sociali che condividono le finalità dell’associazione e che si im-
pegnano a rispettarne lo statuto.

Eventuali ed eccezionali preclusioni, limitazioni, esclusioni devono essere motivate
e strettamente connesse alla necessità di perseguire i fini di promozione sociale

che l’associazione si propone.L’eventuale rigetto della domanda di ammissione ver-
rà comunicato all’interessato, che potrà are ricorso in assemblea, così precisato

nell’art 5.
Il numero degli aderenti è illimitato.

Art. 5 – Procedura di ammissione dei soci

L’ammissione di un nuovo associato è deliberata dal Consiglio Direttivo su domanda
dell’interessato. La deliberazione è comunicata all’interessato via email entro 60
(sessanta) giorni dalla data di richiesta ed annotata nel libro degli associati.

Il Consiglio Direttivo cura l’annotazione del nominativo del nuovo aderente nel li-
bro dei soci, dopo che lo stesso avrà versato la quota associativa annuale.

La domanda di ammissione è fatta in forma scritta da parte dell’interessato e con-
segnata brevi manu o inviata tramite email e deve contenere l’esplicita accetta-
zione del presente statuto, oltre all’impegno ad osservare gli eventuali regolamenti

e delibere, adottati dagli organi dell’Associazione.

In caso di rigetto della domanda di ammissione, entro 60 (sessanta) giorni dalla ri-
cezione della comunicazione del provvedimento, l’aspirante associato ha la facoltà

di richiedere che l’assemblea si pronunci sul rigetto alla prima convocazione utile.
Resta fermo il diritto di chiedere all’assemblea il riesame della propria decisione.

In caso di domanda di ammissione quale associato presentata da un soggetto (per-
sona fisica) minorenne, la stessa dovrà essere controfirmata dall’esercente la re-
sponsabilità genitoriale.

La quota annuale a carico degli associati è stabilita di anno in anno con delibera
del Consiglio Direttivo. La quota non è trasmissibile, né ripetibile in caso di recesso
o perdita della qualifica di socio.

Art. 6 – Perdita della qualità di socio

La qualità di socio si perde:
! per decesso;
! per recesso;
! per decadenza
! per esclusione:

– in caso di comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazio-
ne;

– in caso di persistenti violazioni degli obblighi statutari, degli eventua-
li regolamenti e deliberazioni adottati dagli organi dell’Associazione.

Il recesso da parte degli associati deve essere comunicato in forma scritta via
email all’Associazione. Tale recesso dovrà decorrere dalla data della comunicazione
del socio. Resta fermo l’obbligo del pagamento della quota sociale per l’anno in
corso. Il Consiglio Direttivo ne prende atto in occasione della prima riunione utile.
Il recesso del socio viene annotato sul libro degli associati da parte del Consiglio
Direttivo.
La decadenza viene dichiarata dal Consiglio Direttivo entro tre mesi dalla chiusura
dell’anno finanziario qualora durante tale periodo il socio non abbia provveduto al
versamento della quota associativa. L’anno finanziario ha inizio il 1° gennaio e si
chiude il 31 dicembre di ogni anno.
L’esclusione dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo. In ogni caso, prima di
procedere alla deliberazione di esclusione, gli addebiti avanzati nei confronti del

socio devono essere contestati per iscritto, consentendo allo stesso facoltà di repli-
ca.

Avverso il provvedimento di esclusione, l’associato ha facoltà di proporre ricorso

all’assemblea dei soci che si pronuncia sull’esclusione alla prima convocazione uti-
le. Fino alla data di svolgimento dell’Assemblea il provvedimento si intende sospe-
so.

Il provvedimento di esclusione assume efficacia dalla annotazione sul libro soci
conseguente alla delibera dell’Assemblea di ratifica del medesimo provvedimento
adottato dal Consiglio Direttivo.
Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative
versate.
Le quote associative sono intrasmissibili e non rivalutabili.
Art. 7 – Diritti e doveri dei soci

I soci hanno diritto a:
! partecipare alla vita associativa nei modi previsti dal presente statuto e dai
regolamenti associativi;
! eleggere i componenti degli organi associativi e concorrere all’elezione quali
componenti di questi ultimi, salvo il caso in cui il soggetto sia minore di età;
! chiedere la convocazione dell’Assemblea nei termini previsti dal presente
statuto;

! formulare proposte agli organi direttivi nell’ambito dei programmi dell’Asso-
ciazione ed in riferimento ai fini previsti nel presente statuto;

! essere informati sull’attività associativa;
! esaminare i libri sociali.
I soci sono tenuti a:
! rispettare lo Statuto, i regolamenti e le delibere degli organi associativi;
! essere in regola con il versamento della quota associativa;

! non compiere atti che danneggino gli interessi e l’immagine della Associazio-
ne;

! astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con gli scopi
e le regole dell’Associazione;
! contribuire, nei limiti delle proprie possibilità, al raggiungimento degli scopi
statutari.

Art. 8 – Organi dell’Associazione

Sono Organi dell’Associazione:
! l’Assemblea dei soci;
! il Consiglio Direttivo;
! il Presidente;
! l’Organo di Controllo (organo facoltativo).
L’elezione degli Organi dell’Associazione non può essere in alcun modo vincolata o

limitata e deve svolgersi nel rispetto della massima libertà di partecipazione all’e-
lettorato attivo e passivo.

Art. 9 – L’Assemblea

L’Assemblea è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convocata in
sessioni ordinarie e straordinarie. Essa è costituita dai soci dell’Associazione.

L’assemblea straordinaria può essere convocata dietro richiesta motivata di un de-
cimo dei soci al Direttivo.

Le deliberazioni validamente assunte dall’assemblea obbligano tutti i soci, anche
assenti o dissenzienti, all’attuazione delle decisioni da essa assunte provvede il
Consiglio Direttivo.
Nelle assemblee hanno diritto al voto tutti gli associati maggiorenni ed iscritti da
almeno 2 (due) mesi nel libro soci.

Art. 10 – Convocazione

L’assemblea dei soci è convocata dal presidente a mezzo di avviso scritto, anche

per il tramite di ausili telematici almeno 8 (otto) giorni prima della data della riu-
nione, unitamente ad avviso da affiggere nella sede sociale e pubblicato sul sito

dell’associazione.
L’avviso di convocazione deve contenere gli argomenti all’ordine del giorno, la

data, il luogo e l’ora della riunione stabiliti per la prima e la seconda convocazio-
ne, ed è diffuso almeno 8 (otto) giorni prima di quello fissato per la riunione.

L’Assemblea viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo almeno una vol-
ta all’anno per l’approvazione del bilancio o rendiconto consuntivo ed ogniqualvol-
ta lo stesso Presidente o almeno due terzi dei membri del Consiglio Direttivo o un

decimo degli associati ne ravvisino l’opportunità.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza,

dal Vice-Presidente e, in assenza di entrambi, da altro membro del Consiglio Diret-
tivo eletto dai presenti.

Art. 11 – Quorum costitutivi

L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia

presente o rappresentata almeno la metà dei soci. In seconda convocazione, l’As-
semblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o

rappresentati, trascorsi almeno 30 minuti dall’orario di convocazione.
L’Assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando
siano presenti almeno tre quarti degli associati; in seconda convocazione occorre la
presenza, in proprio o per delega, di almeno metà degli associati.
Art. 12 – Quorum deliberativi

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese con il voto favorevole della maggioran-
za dei soci intervenuti con diritto di voto.

Per modificare lo statuto occorrono, in prima convocazione, il voto favorevole della

metà più uno degli associati presenti; in seconda convocazione occorre il voto favo-
revole dei tre quarti dei presenti. Qualora nella seconda convocazione non venisse

raggiunto il quorum costitutivo, è possibile indire una terza convocazione, a distan-
za di almeno 15 (quindici) giorni dalla seconda convocazione, nella quale la delibe-
razione in merito a modifiche statutarie sarà valida qualunque sia il numero dei

soci intervenuti o rappresentati purché adottata all’unanimità.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio oc-
corre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Ciascun associato ha un

voto.

Ciascun associato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato me-
diante delega scritta, anche in calce all’avviso di convocazione; ogni associato non

può ricevere più di 3 (tre) deleghe. Nelle deliberazioni del bilancio e in quelle che
riguardano la loro responsabilità i componenti dell’organo di amministrazione non
hanno diritto di voto.

Art. 13 – Competenze

L’Assemblea ordinaria:
! nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
! nomina e revoca, quando previsto, il soggetto incaricato alla revisione legale
dei conti;
! approva il bilancio;
! delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove
azione di responsabilità nei loro confronti;
! delibera sugli eventuali ricorsi presentati dai soci esclusi;

! delibera sugli eventuali ricorsi presentati dagli aspiranti soci avverso la reie-
zione delle domande di ammissione da parte del Consiglio Direttivo;

! approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
! fissa le linee di indirizzo dell’attività annuale;

! destina eventuali avanzi di gestione alle attività istituzionali;
! delibera sugli altri oggetti ad essa attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo
o dallo Statuto o proposti dal Consiglio Direttivo.
L’assemblea straordinaria delibera:
! sulle modifiche dello statuto sociale;

! sullo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’Associa-
zione;

! sulla devoluzione del patrimonio in attuazione dell’articolo 20.

Art. 14 – Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è formato da un numero dispari di membri, non inferiore a 3

(tre) e non superiore a 7 (sette) eletti dall’Assemblea dei soci. I membri del Consi-
glio Direttivo rimangono in carica per 3 (tre) anni e sono rieleggibili. Il Consiglio

Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice-Presidente
ed in assenza di entrambi dal membro più anziano di età.
Possono fare parte del Consiglio Direttivo esclusivamente gli associati.
Il consiglio Direttivo, può costituire, tra i suoi componenti, una direzione esecutiva
composta da presidente e vicepresidente, segretario, tesoriere e da uno o più altri
consiglieri, alla quale delega le attività necessarie per attuare le deliberazioni del
consiglio medesimo.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno dei componenti il Consiglio Diret-
tivo decada dall’incarico, l’Assemblea degli associati provvede alla sostituzione

nella seduta immediatamente successiva;
Nel caso in cui oltre la metà dei membri del Consiglio Direttivo decada, l’Assemblea
deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio.

Art. 15 – Competenze del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo:
! nomina al suo interno un Presidente, un Vice-Presidente ed un Segretario;
! cura l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea;
! predispone bilancio o rendiconto;
! stabilisce l’entità della quota associativa annuale;
! delibera sulle domande di nuove adesioni e sui provvedimenti di esclusione
degli associati;
! delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni;
! provvede alle attività di ordinaria e straordinaria amministrazione che non
siano spettanti all’Assemblea dei soci.
Art. 16 – Convocazione, quorum costitutivi e voto

Il Consiglio Direttivo è convocato con comunicazione scritta da spedirsi anche per
e-mail, almeno 5 (cinque) giorni prima della riunione. In difetto di tale formalità, il
Consiglio è comunque validamente costituito se risultano presenti tutti i consiglieri.
Il Consiglio Direttivo è di regola convocato ogni 4 (quattro mesi) e/o ogni qualvolta
il Presidente o, in sua vece, il Vice-presidente, lo ritengano opportuno, o quando
almeno i due terzi dei componenti ne facciano richiesta.
Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri
ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.

I verbali di ogni adunanza, redatti in forma scritta a cura del Segretario e sotto-
scritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, vengono conservati agli atti.

Art. 17 – Il Presidente

Il Presidente, nominato dal Consiglio Direttivo, ha il compito di presiedere lo stesso

nonché l’Assemblea dei soci, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Consi-
glio Direttivo, le presiede e coordina l’attività dell’Associazione con criteri di ini-
ziativa per tutte le questioni non eccedenti l’ordinaria amministrazione.

Al Presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai
terzi ed in giudizio.
In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice-Presidente,
anch’esso nominato dal Consiglio Direttivo.

In caso di accertato definitivo impedimento o di dimissioni, spetta al Vice Presiden-
te convocare entro 30 (trenta) giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo

Presidente.
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; in casi
eccezionali di necessità ed urgenza, ne assume i poteri, salva la convocazione del
Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.

Art. 18 – Organo di Controllo (FACOLTATIVO)

L’Organo di Controllo, istituito per libera decisione dall’Assemblea o nei casi impo-
sti dalla legge, ha forma collegiale o monocratica. Se ha forma collegiale è compo-
sto di tre membri effettivi e due supplenti, resta in carica tre anni ed i suoi com-
ponenti, che possono essere eletti anche fra non soci, sono rieleggibili. Almeno un

membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti
nell’apposito registro.
L’Organo di Controllo, se nominato:
! vigila sull’osservanza della legge, dello statuto e sul rispetto dei principi di
corretta amministrazione;

! vigila sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile
e sul suo concreto funzionamento;
! attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle norme di
legge. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto.

! esercita compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, soli-
daristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di

cui agli articoli 5 (attività di interesse generale), 6 (attività diverse), 7 (rac-
colta fondi) e 8 (destinazione del patrimonio ed assenza dello scopo di

lucro), del codice del terzo settore.
L’Organo di controllo, al superamento di determinati limiti previsti dalla legge,
esercita inoltre la revisione legale dei conti.
In tal caso l’organo di controllo, collegiale o monocratico, è costituito da revisori
legali iscritti nell’apposito registro.
Nella prima riunione dopo la nomina da parte dell’Assemblea, l’organo di controllo

elegge il presidente tra i propri componenti e stabilisce le modalità del suo funzio-
namento.

Delle riunioni è redatto verbale da trascrivere in apposito libro.
I componenti dell’Organo di Controllo possono in qualsiasi momento procedere ad

atti di ispezione e di controllo e, a tal fine, può chiedere agli amministratori noti-
zie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Art. 19 Libri sociali obbligatori

L’associazione deve tenere:
! il libro degli associati;
! il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea, in cui vengono
trascritti anche i verbali redatti con atto pubblico;

! il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, dell’or-
gano di controllo, ove previsto, e di eventuali altri organi associativi.

Gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali previa istanza scritta da pre-
sentare nelle forme, con le modalità e nei limiti previsti in apposito regolamento

che deve assicurare tempi certi e rapidi di risposta.
Art. 20 – Scioglimento

In caso di scioglimento o estinzione dell’Associazione, il patrimonio residuo è devo-
luto, previo parere positivo dell’Ufficio Regionale del Registro Unico Nazionale del

Terzo Settore, obbligatorio a far tempo dal momento in cui tale Ufficio verrà isti-
tuito, e salva destinazione imposta dalla legge, ad altro Ente del terzo settore indi-
viduato in sede di Assemblea straordinaria dei soci.

Art. 21 – Rinvio

Per quanto non espressamente riportato in questo Statuto si fa riferimento al Codi-
ce Civile e ad altre norme di legge vigenti in materia.